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Draculea: "Un antidoto contro l'ateismo" - Parte 1

Secondo estratto di Draculea, nonché terzo articolo della rubrica ( Vi invito a leggere il precedente "il mistero di Ken" se non lo avete già fatto.) in collaborazione conVampire's Tears"Draculea - Alla scoperta dei figli delle tenebre".  Il documento in questione è stato estratto dal Libro III, capitolo VII dal libro di Hanry More "Un antidoto contro l'ateismo", scritto filosofico pubblicato nel 1662.
Breve biografia dell'autore: Nacque il il 12 ottobre 1614, a Grantham, Lincolnshire. Settimo figlio di Alessandro Moro e Anne More. Entrambi i suoi genitori erano calvinisti , ma egli  "non potrebbe mai ingoiare quella dottrina difficile.".Fu un filosofo inglese della scuola di Cambridge platonico.Era anche un teologo razionalista. Tentò di utilizzare i principi della filosofia meccanica - sviluppati da René Descartes -per stabilire l'esistenza di sostanze immateriali. Morì il primo settembre 1687. Un calzolaio di una cittadina indefin…

L'alienista

Titolo: L'alienista
Autore: Caleb Carr
Casa editrice: Newton Compton Editiori
Genere: Thriller storico
Trama: New York 1896. Il reporter John Schuyler Moore riceve la chiamata inaspettata di Laszlo Kreizler - psicologo e "alienista" -, un suo amico di vecchio corso. Il dottore lo prega di raggiungerlo al più presto per assistere al ritrovamento di un cadavere. Il corpo è stato orrendamente mutilato e poi abbandonato nelle vicinanze di un ponte ancora in costruzione. La vista di quel macabro spettacolo fa nascere nei due amici un proposito ambizioso: è possibile creare il profilo psicologico di un assassino basandosi sui dettagli dei suoi delitti? In un'epoca in cui la società considera i criminali geneticamente predisposti, il giornalista e il dottore dovranno fare i conti con poliziotti corrotti, gangster senza scrupoli e varia umanità. Scopriranno, a loro spese, che cercare di infilarsi nella mente contorta di un assassino può significare trovarsi di fronte all'orrore di un passato mai cancellato. Un passato pronto a tornare a galla di nuovo, per uccidere ancora.

 "A noi fa piacere che uomini come Beecham esistano: essi incarnano tutto ciò che vi è di oscuro nel nostro mondo, nella nostra società. Ma le cose che hanno fatto di Beecham un mostro? Bè, quelle le tolleriamo, anzi, ne godiamo..."

L'oscurità è presente in ognuno di noi, in ogni mente, in ogni cuore, in ogni dove, talvolta si nasconde, striscia e si aggira silenziosamente rimanendo nascosta, altre volte è talmente palese che non riusciamo a notarla, o facciamo finta di non vederla e di non scorgere gli orrori e i delitti che porta con sé.
Nell'alienista di Caleb Carr vediamo una società invasa dalla corruzione, dall'ignoranza e dall'egoismo umano, una società che a parer mio non è poi così diversa da quella che vediamo in questo secolo fatto di luci artificiali e zombie imbottiti d'odio e pregiudizi.
John Schuyler Moore è il narratore delle vicende macabre che interessano il romanzo, ed egli oltre a dipingerci la società di quel tempo ci lascia immergere nella vicenda che è il punto cardine del romanzo: la ricerca dell'individuo che si è macchiato dei violenti e orripilanti omicidi a danno di ragazzini, o meglio bambini, costretti a vestirsi da donna e prostituirsi.
Il romanzo ruota proprio in torno alla creazione del profilo di questo killer seriale, che agisce secondo schemi ben predefiniti a quel tempo difficili da intuire ma che i personaggi del libro attraverso scoperte scientifiche rivoluzionare riesco a tracciare, partendo dai più piccoli particolari.
Lo stile è ciò che mi ha colpito maggiormente, infatti esso si sposa perfettamente con le vicende narrate e il secolo in cui avvengono. I personaggi sono molteplici e ognuno di loro, da quello che può apparire più inutile o banale, è ben strutturato con un profilo psicologico che si palesa in ogni gesto o affermazione.
Sara Howard, a mio parere, è uno dei personaggi strutturati meglio. E' una delle poche donne ad essere riuscita ad entrare nella polizia e spesso si rivela più che utile nelle indagini, sollevando il velo disteso su gli occhi di coloro che possiedono dei preconcetti sulle donne. Ella è intelligente, coraggiosa e possiede una caparbietà che nel romanzo sarà fondamentale in diversi momenti. Ammetto di provare una grande ammirazione per lei e anche per Lazlo Kreizler che con la sua mente brillante e la sua conoscenza della mente umana è indispensabile per tracciare il profilo dell'assassino, ma a mio parere ognuno dei componenti della particolare "squadra investigativa" ha un ruolo di rilievo nelle indagini e solo grazie alle capacità di ognuno è possibile trarre delle conclusioni.
Consiglio il libro a tutti gli amanti del thriller e non solo, essendo un libro, a mio parere, in grado di far riflettere sulla società, sulla natura umana, oltre a coinvolgere il lettore nella storia descritta.
Vi invito inoltre a guardare la serie che ha ispirato, anche quest'ultima a mio parere merita di essere vista.


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