Post in evidenza

Draculea: "Un antidoto contro l'ateismo" - Parte 1

Secondo estratto di Draculea, nonché terzo articolo della rubrica ( Vi invito a leggere il precedente "il mistero di Ken" se non lo avete già fatto.) in collaborazione conVampire's Tears"Draculea - Alla scoperta dei figli delle tenebre".  Il documento in questione è stato estratto dal Libro III, capitolo VII dal libro di Hanry More "Un antidoto contro l'ateismo", scritto filosofico pubblicato nel 1662.
Breve biografia dell'autore: Nacque il il 12 ottobre 1614, a Grantham, Lincolnshire. Settimo figlio di Alessandro Moro e Anne More. Entrambi i suoi genitori erano calvinisti , ma egli  "non potrebbe mai ingoiare quella dottrina difficile.".Fu un filosofo inglese della scuola di Cambridge platonico.Era anche un teologo razionalista. Tentò di utilizzare i principi della filosofia meccanica - sviluppati da René Descartes -per stabilire l'esistenza di sostanze immateriali. Morì il primo settembre 1687. Un calzolaio di una cittadina indefin…

Bram Stoker: "La macabra realtà che ispirò Dracula"

 "La genesi di un atto creativo è sempre ricchissima e misteriosa, non è detto che risalirla controcorrente porti al segreto di quell'atto: magari ne allontana."

Bram Stoker per dare vita al suo romanzo Dracula lavorò su di esso per almeno 8 anni, in una costante ricerca di materiale e racconti dell'orrore che fossero per lui di supporto creativo ma anche realistico per la storia che prendeva lentamente forma sotto la sua penna.
La madre dell'autore, Charlotte Blake Thornely, era un'appassionata di folklore locale e spesso intratteneva il piccolo Abraham, - da lui chiamato Bram - che soffriva di una malattia che ogni tanto lo portava in punto di morte , con delle storie lugubri spesso ispirati a fatti realmente accaduti. In questi racconti ella non parlava solo di spiriti maligni, uomini che si risvegliavano da morte e iniziavano a vagare in cerca di carne umana, di esseri succhiatori di sangue, ma anche dei macabri episodi legati alla carestia di quei anni, all'epidemia di colera del 1835 e misteriose vicende legate a sepolture di suicidi ai crocevia delle strade.
Questi racconti furono sicuramente di grande ispirazione per Bram Stoker, oltre la figura di Vlad Tepes III, tuttavia alcuni ritagli di giornale trovati nei diari dell'autore parlano di una strana malattia che colpì il Exter nel 1892, pochi anni prima della pubblicazione del romanzo; avvenuta nel 1897.
Nel 1892 i componenti di una famiglia morirono uno dopo l'altro a causa di una misteriosa malattia. Dopo il decesso di madre e figlie, anche il fratello contrasse la malattie e così si iniziò a pensare che lo strano male che tormentasse quella famiglia non fosse una malattia, bensì un vampiro. I sintomi erano pallore e mancanza di appetito, tutti sintomi riconducibili alla tubercolosi che era stata contratta da i membri della famiglia, ma la gente del luogo si convinse che si trattasse di vampirismo.
Vennero così riesumati i cadaveri e quello dell'ultima deceduta presentava alcune caratteristiche particolari: unghie più lunghe e sangue alle bocca. Inoltre il corpo una volta aperta la bara sembrò emettere un suono. Il padre, l'unico sopravvissuto, decise così di conficcare un paletto di frassino nel petto della figlia e dar fuoco al cadavere, così da donarle la pace e liberala dal male che aveva corrotto il suo corpo.
In realtà tutti i particolari che portarono a credere all'esistenza di un vampiro sono oggi facilmente collegabili alla decomposizione; come lo strano suono causato dai gas prodotti dagli organi interni e le unghie all'apparenza più lunghe a causa del restringimento della pelle.

Commenti

Post popolari in questo blog

Energia e vampiri

Jack pazzia e amore: i conflitti di un serial killer.

Cronache del vampirismo: "Sepolture insolite."