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Draculea: "Un antidoto contro l'ateismo" - Parte 1

Secondo estratto di Draculea, nonché terzo articolo della rubrica ( Vi invito a leggere il precedente "il mistero di Ken" se non lo avete già fatto.) in collaborazione conVampire's Tears"Draculea - Alla scoperta dei figli delle tenebre".  Il documento in questione è stato estratto dal Libro III, capitolo VII dal libro di Hanry More "Un antidoto contro l'ateismo", scritto filosofico pubblicato nel 1662.
Breve biografia dell'autore: Nacque il il 12 ottobre 1614, a Grantham, Lincolnshire. Settimo figlio di Alessandro Moro e Anne More. Entrambi i suoi genitori erano calvinisti , ma egli  "non potrebbe mai ingoiare quella dottrina difficile.".Fu un filosofo inglese della scuola di Cambridge platonico.Era anche un teologo razionalista. Tentò di utilizzare i principi della filosofia meccanica - sviluppati da René Descartes -per stabilire l'esistenza di sostanze immateriali. Morì il primo settembre 1687. Un calzolaio di una cittadina indefin…

Un nobile orrore

Titolo:
Un nobile orrore
Autore: Rosita Mazzei
Genere: Gotico
Editore: Segreti in giallo edizioni
Trama: Una giovane donna, Beatrice Ruffolo, tramite missive, racconta la propria vita in un mondo che va avanti sia culturalmente che tecnologicamente, mentre i suoi genitori cercano di convincerla a sposarsi per puro interesse economico.


Un nobile orrore nasce dalla penna di Rosita Mazzei. Si tratta di un romanzo epistolare con ambientazione storica, infatti i fatti narrati sono ambientati tra il 1870 - 1871 ed è ispirato alla storia vera di tre serial killer, cosa che mi ha subito attirato come una falena verso la luce.
L'introduzione del libro, scritta da Mario Saccomano, ci illustra lo stile dell'autrice, naturalmente influenzato - come sottolineato da Saccomano - da differenti autori, che ha letto e apprezzato, così come accade a tutti noi per via delle nostre letture. 
Beatrice è la nostra protagonista, una giovane poco più che ventenne che ha una continua corrispondenza con la sorella, Adelaide. Già dalla prima missiva ci si rende conto di quanto Beatrice sia diversa dalle ragazze del suo tempo, del suo amore per i libri, un amore che la porterà a cercare la felicità anche a costo di perdere tutto ciò che aveva e dover ricominciare da capo. Si tratta di una ragazza forte, caparbia, un'eroina femminile che non ha paura di rimanere sola, pur di rimanere fedele a sé stessa. Conosciamo poco di lei, è vero, ma quel poco che ci viene mostrato mi ha permesso di provare una certa empatia nei suoi confronti, di sentirmi simile a lei e di appoggiare le sue scelte, ma credo che molte possano rivedersi in lei, nel suo desiderio di essere artefice del proprio destino e di non soccombere alle scelte degli altri.
Le sue disgrazie iniziano a causa di un certo Vincenzo Verzeni – il nome vi dice nulla? -, la cui lettera inviata al padre della giovane Beatrice, apre il romanzo. Nella lettera si evince sia un uomo avanti con gli anni, ricco e ancora scapolo, che desidera prendere in sposa la ragazza. 
Quella lettera è l’inizio di tutte le sue disgrazie, della sua lotta per decidere del suo futuro. L’orrore perpetrato all'interno dell'intera vicenda non è solo quello di tre serial killer, le cui storie e malefatte vengono narrate alla fanciulla, ma l’orrore che a cui si assiste è più intimo, doloroso e deleterio; un macabro destino a cui molte donne erano condannate e che in qualche angolo del pianeta lo sono ancora. 
La corrispondenza è per la maggior parte tra Beatrice e sua sorella, ma talvolta ci si imbatte in altre missive, scritte da altri personaggi tra cui Emanuele Marchetti, un giovane giornalista che è solito inviare romanzi inediti a Beatrice, il marito della sorella, la madre e il padre, oltre a Vincenzo Verzeni.
All’interno del testo viene spesso fatto riferimento a svariati autori, come Gustav Flaubert e la sua Madame Bovary, Mary Wollstonecraft, Mary Shelley e il suo Frankenstein (che pare ormai perseguitarmi in ogni mia lettura XD) e autori classici come il tragediografo Sofocle. 
Le vicende si svolgono in Italia, in un’Italia che nel tramonto dell’Ottocento vede un accrescersi industriale e tecnologico, ma che ancora non porta con sé un’evoluzione del pensiero, che era già iniziata in altri paesi. 
Inoltre, alla fine del romanzo, troviamo una parte dedicata ai riferimenti fatti all’interno del testo. Compaiono nomi come Ester Maria Perrocchio, Antonio Boggia, Jack lo squartatore (su cui ho recensito un libro, chiamato Jack; pazzia e amore) e Vincenzo Verzeni, che non si è macchiato solo del crimine di aver distrutto la felicità di Beatrice.
Sono stata sorpresa positivamente dal romanzo, che è risultato scorrevole, breve, ma intenso. Mi sono affezionata subito alla protagonista e ho provato grande dispiacere nel finire il romanzo. Ve lo consiglio, è un’ottima lettura da fare durante le vacanze estive.

Commenti

  1. Ha tutte le carte in regola per essere un bel romanzo. Mi piace la forma epistolare stile Dracula o diaristica. Molto interessanti i riferimenti letterari!

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    1. Te lo consiglio, è stata una piacevole scoperta ^^

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  2. ok, credo che lo metterò in lista XD

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  3. Il nome "Vincenzo Verzeni" mi dice, eccome! Il primo serial killer italiano, il vampiro della bergamasca. Interessante come l'autrice ha inserito un personaggio cosi' forte nel suo romanzo e che caratteristiche gli ha dato, quanto si è attenuta alla cronaca ufficiale. Il mio prossimo acquisto libroso!

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    1. Ero certa che tu avresti colto! A mio parere l'autrice ha inserito in modo organico e geniale il killer, credo che ne sarai entusiasta ^^

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